La Chiesa

La Chiesa

OGR, Fare gli Italiani

Vittima eccellente del processo di unificazione nazionale, con la perdita di un vasto Stato e di grandi proprietà, distribuite nell’intera penisola, la Chiesa ha rappresentato, per alcuni decenni, un fattore di resistenza al pieno riconoscimento dell’unità degli italiani. Umiliati dall’usurpazione di Roma e dello stato pontificio, il papa e i vescovi impedirono ai cattolici la partecipazione alle manifestazioni della vita pubblica italiana, sulla base di un non expedit (in latino: non conviene) che sarebbe stato revocato solamente nel 1919.

Da un punto di vista generale, tuttavia, il ruolo svolto dalla Chiesa nel difficile compito di fare gli italiani fu ben altro che questo, sia nel lungo periodo, sia negli ultimi 150 anni. Essa, infatti, ha sempre rappresentato uno spazio di incontro, di coesione e di condivisione. Questo grazie a luoghi di culto e istituti caritatevoli che, frequentati e vissuti trasversalmente da milioni di italiani, hanno offerto un contributo determinante al superamento delle molte fisionomie particolari – geografiche, politiche, economiche, sociali e culturali – che connotavano le diverse aree della penisola.

Con le sue figure di vertice e di base, dal papa, ai vescovi, ai semplici curati di campagna, la Chiesa è stata insomma, innanzitutto, un elemento di inclusione. Nel promuovere i suoi riti, le sue liturgie, le sue tradizioni – e naturalmente il suo modello etico - essa ha segnato la vita degli italiani in modo potente e tendenzialmente omogeneo, da Nord a Sud, nelle campagne e nei centri urbani, fra le élite e tra i ceti popolari. Un collante efficace e duraturo: forse il più profondo tra quelli che uniscono gli Italiani in un vincolo di solidarietà e comunanza di destino.