La prima guerra mondiale
Spesso interpretata come ultimo episodio del Risorgimento nazionale, la Grande Guerra è stata la prima grande esperienza collettiva degli Italiani: per la prima volta, combattenti e civili, adulti e bambini, uomini e donne, contadini e operai, studenti e professionisti, gente del Nord e del Sud, centri e periferie, tutti sono stati coinvolti.
Se è vero che un senso di appartenenza nazionale è anche dovuto al sentimento di partecipazione ai grandi eventi generali, la prima guerra mondiale può essere considerata il momento che più di altri ha mobilitato i sentimenti e le attività della totalità – o quasi – degli italiani, imponendo una mescolanza di visioni e linguaggi che costituirono un grande fattore di inclusione.
Travolti da quell’evento terribile, milioni di uomini sperimentarono e comunicarono alle loro famiglie, in ogni angolo d’Italia, la loro eccezionale esperienza, la sorpresa dei loro incontri e dei loro scambi, i fortissimi sentimenti di solidarietà sviluppatisi in trincea.
Evento nell’evento, il bisogno di comunicazione, cioè di scrittura, si affacciò per la prima volta nella storia italiana, e con inedita potenza: due miliardi di lettere e cartoline vennero movimentate in quei pochi anni di guerra dalle poste nazionali. Una intricata rete di parole e immagini che attraversò il territorio nazionale per raccontare esperienze e impressioni, contribuendo a costruire una memoria condivisa.
Ovviamente, la Prima Guerra mondiale ha pagato anche il prezzo altissimo dell’esclusione: con centinaia di migliaia di morti, di feriti, di invalidi, di vedove e di orfani.