Storia d'Italia a passo di tango. Sabato 4 agosto, Fare gli italiani è ancora una volta il set per un racconto danzato
28 luglio, 2012
Anche sabato 4 agosto, la straordinaria scenografia di Fare gli italiani fa da sfondo a un evento imperdibile. In due orari del pomeriggio, due emozionanti flash mob: vere e proprie incursioni artistiche in cui diverse coppie di ballerini, inizialmente confuse in mezzo al pubblico della mostra, “occuperanno” l’isola delle Migrazioni in una performance a passo di tango.
I flash mob si svolgeranno alle ore 17 e alle ore 18.30. Titolo dell'esperienza: "Viaggi". Protagonisti, i ballerini dell'Associazione culturale Laboratorio Baires, che in un racconto danzato, con valigie e abiti d’epoca, metteranno in scena l’emigrazione degli italiani in Argentina.
Per assistere all'evento, occorre acquistare il biglietto di ingresso alla mostra Fare gli italiani.
Ma cosa succede, esattamente, durante il flash mob di Fare gli italiani?
Un uomo e una donna si aggirano distrattamente sotto le ampie volte di un austero edificio industriale. Intorno a loro, vecchi banchi e lavagne scolastiche, un piccolo aeroplano militare, trattori e bombarde arrugginite, auto d’epoca, riviste, lettere, passaporti, cineprese, quinte teatrali. E poi immagini, voci, rumori e soprattutto persone, che si guardano intorno anche loro, soffermandosi qua e là su un oggetto, un racconto, un gioco di luci.
L’uomo e la donna camminano insieme agli altri, ma sembrano appartenere a un mondo a parte: qualcosa sembra separarli dal paesaggio e dalle stesse persone che hanno intorno. Se li guardi, ti accorgi che hanno davvero qualcosa di anomalo. Forse si tratta delle loro pettinature, che fanno a pensare a vecchie foto sbiadite e in bianco e nero. Ma che dire delle scarpe, dei colori, del taglio degli abiti. Ciascuno dei due, poi, porta con sé un ingombrate valigia e anche la valigia ha qualcosa di antiquato.
Forse è il caso di chiarire dove siamo. La cornice di questo strano quadro è quella delle OGR, una vecchia fabbrica di treni a lungo abbandonata e oggi aperta al pubblico. Gli oggetti, le immagini, i rumori che animano le ampie navate dell’edificio appartengono a Fare gli italiani, l’esposizione che racconta i nostri ultimi 150 anni. Una mostra molto nota: moltissimi torinesi e italiani l’hanno già visitata e apprezzata. I visitatori di oggi, però, quell’uomo e quella donna, si distinguono da tutti gli altri.
Ti volti, e ti rendi conto che i due non sono soli. Intorno a loro altre coppie, altre acconciature, altri abiti, altre valigie d’altri tempi. Tutti vagano lentamente in mezzo al pubblico della mostra. E intanto, comincia ad alzarsi un leggero rumore di onde. Forse sta per accadere qualcosa. A un dato momento, uomini, donne e valigie cominciano a muoversi nella stessa direzione, evidentemente attirate dal rumore del mare. Stanno andando tutti verso l’Isola delle migrazioni, la sezione di Fare gli italiani dedicata agli italiani che, a partire dalla fine dell’800, hanno lasciato le loro case per andare a costruirsi un futuro altrove, spesso molto lontano. Si sente ora una musica leggerissima, che tra pochi istanti diverrà riconoscibile: un contrabbasso, un violino, un bandoneon, un pianoforte.
Uomini e donne percorrono la passerella circolare che immette nello spazio delle migrazioni. Si guardano intorno e salutano, chi con la mano, chi con un fazzoletto. Le prime coppie sono ora sulla pedana collocata al di sotto dell’enorme carico di valigie che contraddistingue quell’area della mostra, una rete immensa e sospesa nel vuoto, a simboleggiare la partenza di tanti italiani per il nuovo mondo. Uomini e donne ora si abbracciano. E cominciano a ballare, sulle note di un tango lento e malinconico.
La loro danza è il racconto di una partenza e di un addio. L’abbraccio è quello che unisce per l’ultima volta chi parte e chi rimane. Una donna piange. Il suo uomo le sorride e la conforta stringendola a sé. Altri non cessano di fissarsi negli occhi. Altri due sono presi da un istante di passione: volteggiano in una danza che parla insieme di desiderio e di rimpianto. Poi rallentano, fanno per staccarsi, ma tornano ancora ad abbracciarsi. È un breve istante, perché bisogna partire. La musica si placa. Si sente la sirena di una nave. I ballerini spariscono dietro le quinte di quel teatro improvvisato. Torna il rumore di onde. Poi sparisce anche quello.
Finalmente è chiaro. Abbiamo assistito a un flash mob: una vera e propria incursione artistica, brevissima e apparentemente improvvisata, con coppie di ballerini che, inizialmente confuse in mezzo al pubblico della mostra, hanno occupato l’isola delle Migrazioni. Pochi minuti, e poi sono spariti.
Il flash mob Viaggi, curato dall’Associazione Laboratorio Baires, è stato inaugurato negli spazi di Fare gli italiani il 23 giugno e si è poi ripetuto per tutti i sabati di luglio, riscuotendo ogni volta il favore del pubblico. Dopo una pausa, l'esperienza verrà ripresa a settembre.