Come riparare un termosifone che non riscalda

Quando fa freddo, poter contare su uno o più termosifoni funzionanti che riscaldino la casa in cui viviamo è sicuramente un bel vantaggio.

Ma se al contrario il calorifero non svolge il suo dovere, e quindi non scalda o scalda poco, in pieno inverno, siamo in presenza di un problema che è necessario risolvere. Cerchiamo dunque di capire perché succede e come riparare un termosifone che non scalda.

Controllare finestre e infissi

Possono essere svariati i motivi che impediscono a un termosifone di scaldare correttamente, a partire da banali errori o distrazioni fino ad arrivare a veri e propri guasti tecnici. Ci sono volte, infatti, in cui un termosifone, pur funzionando, non riesce a riscaldare la casa in maniera adeguata.

Questo può succedere quando, magari senza accorgercene, dimentichiamo una finestra aperta, favorendo così fughe di calore, oppure in presenza di infissi che non sono in grado di mantenere la temperatura interna dell’appartamento (prerogativa degli infissi termoprotettivi).

Dunque, prima di contattare un tecnico inutilmente e di pensare a un guasto, verificate che non siano le condizioni dell’ambiente domestico a ostacolare il riscaldamento della casa mediante i termosifoni.

Controllare la caldaia e le valvole

Per continuare ad accertarvi che ci siano tutte le condizioni necessarie affinché il termosifone svolga adeguatamente il suo dovere, controllate che la caldaia sia accesa e che la temperatura impostata sia quella più appropriata per il riscaldamento di una casa. Regolate l’apposita opzione attraverso il menù della caldaia, visualizzabile sullo schermo della stessa. La temperatura consigliata a questo scopo è all’incirca sessanta gradi centigradi.

Con la stessa attenzione, controllate le valvole dei termosifoni, che ovviamente non devono essere chiuse, altrimenti impedirebbero all’acqua calda di entrare.

La pressione dell’acqua

Se dopo aver concluso tutte le verifiche preliminari vi accorgete che il problema persiste, non è da escludere che dipenda dalla pressione dell’acqua. Per capire se è vero, controllatene il valore sulla caldaia (il bar è l’unità di misura): se è sceso al di sotto dei 2 bar, alzate appena l’apposita leva per stabilizzare il livello della pressione attorno ai 2 bar.

Fate attenzione a non alzarla troppo, ma se per errore dovesse succedere, sarà necessario scaricare la pressione, mediante un rubinetto rosso posto sotto la caldaia.

Attendete almeno mezz’ora, per dare il tempo all’acqua di arrivare ai termosifoni e riscaldarli, e il problema dovrebbe essere risolto. In caso contrario, significa che il difetto non è da attribuire alla pressione dell’acqua.

Sfiatare il termosifone

Nel caso in cui il termosifone continui a non scaldare, è anche probabile che si siano formate delle bolle d’aria all’interno dei tubi: in questo caso è ovviamente necessario sfiatare per far sì che tutta l’aria in eccesso fuoriesca. A dire il vero, si tratta di un’operazione di manutenzione che tutti dovremmo eseguire periodicamente, anche in assenza di problemi. Ma vediamo insieme come fare.

Innanzitutto fate in modo di avere un bicchiere a portata di mano, una bacinella oppure un secchio, insomma un qualunque contenitore utile a raccogliere l’acqua che uscirà dal termosifone durante lo sfiato. Aprite dunque la valvola apposita e lasciate uscire tutta l’aria e l’acqua. Se la pressione dell’acqua cola a picco, provate a regolarla ulteriormente come spiegato nel precedente paragrafo.

Eseguite lo stesso procedimento con tutti gli altri termosifoni della casa.

Una volta fatto, tutto dovrebbe tornare alla normalità.

Riscaldamento centralizzato o autonomo

Non è per nulla raro avere l’impressione che il proprio termosifoni non riesca a riscaldare quanto desideriamo un appartamento, ma tra le altre cose è importante considerare anche il tipo di riscaldamento utilizzato: centralizzato o autonomo.

Il riscaldamento centralizzato è spesso adoperato nei condomini, dove viene automaticamente attivato. All’inizio dell’inverno, per via del risparmio energetico, la legge impone di non superare determinate temperature, e questo potrebbe rappresentare un suo limite. È dunque necessario accontentarsi, per qualche giorno.

Diverso è il caso del riscaldamento autonomo, ovvero gestito interamente da voi attraverso la caldaia, decidendo quando accenderlo, quando spegnerlo e quanto deve riscaldare. In questo caso, se il termosifone non riscalda, forse siete stati voi a impostare una temperatura troppo bassa. Il termostato invia così un segnale alla caldaia, che abbassa il flusso d’acqua calda, limitando l’erogazione del calore. Se invece la temperatura da voi impostata è abbastanza alta, e nonostante ciò il termosifone non riscaldo lo stesso, o riscalda molto poco, contattate un tecnico specializzato per verificare un eventuale guasto del termostato.

La collocazione dei termosifoni

Bisogna fare molta attenzione anche a dove sono collocati i termosifoni, per evitare interferenze. Ricordatevi di non installarli mai vicino a un frigorifero, a una finestra che non è termoprotettiva o su una parete che conduce all’esterno e non è isolata, tutti fattori che per ovvie ragioni potrebbero annullarne l’effetto.

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